Amaryllis : caratteristiche generali

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Caratteristiche generali dell’Amaryllis

L’Amaryllis è una bulbosa caratterizzata da bellissime fioriture

Il genere Amaryllis include piante bulbose originarie di una zona ben circoscritta delle coste del sud Africa (S. Wester Cape) con un’unica specie: Amaryllis belladonna. Fa parte della famiglia delle Amaryllidaceae

E’ una pianta molto bella che presenta foglie lunghe lineari e lucide che raggiungono i 50 cm, le foglie spuntano dopo la fioritura. I robusti steli fiorali raggiungono altezze di  50-70 cm, sono di un bel colore verde intenso che tende al viola. Durante il  periodo autunnele-invernale, sulla sommità si formano da 6 a 10 fiori a forma di tromba e ricadenti molto vistosi, che hanno un colore generalmente osa ma anche rosso e bianco. I fiori sono generalmente profumati.

La definizione Amaryllis deve essere applicata solo a due specie di origine sudafricana:Amaryllis belladonna, disponibile sul mercato e Amaryllis paradisicola, introvabile in Europa, scoperta  nel 1972 e descritta nel 1998da D.Snijman nella rivista Bothalia.

Amaryllis belladona è una specie che fiorisce a fine estate o inizio autunno. Si tratta di una specie che  non ama il trapianto e i grandi bulbi piantati in primavera o all’inizio di settembre in genere fioriscono nel secondo anno dopo l’impianto saltando quindi un anno.

Nomi volgari dell’ Amaryllis

Sono tantissimi i nomi in cui viene chiamata questa pianta nel mondo. In Italia l’amaryllis viene anche chiamata Femmina nuda, perché gli scapi fiorali, che raggiungono un altezza di 50-60 cm crescono direttamente dal bulbo ancora prima delle foglie. in Sicilia la pianta è chiamata Santa Rosalia  o Santa Rosa. In Portogallo è nota con il nome Bordao de Sao Jose (a ricodeo della leggenda che narra che il bastone di S. Giuseppe fiorì al momento in cui dovette essere scelto dai sacerdoti come sposo della Vergine). In Spagna viene chiamata Meninas Para Escola (Le fanciulle vanno a scuola) , dovuto alla fioritura in tarda estate che ricordano i grembiuli rosa. Nel Regno Unito si usa il nome Jersey Lily a ricordare del l’importanza delle coltivazioni nell’isola, mentre Belladonna Lilies fa comprendere il ruolo dell’Italia come Paese attraverso il quale la pianta raggiunse l’Europa settentrionale. In Sudafrica il nome March Lily è dovuto al momento in cui l’Amaryllis belladonna sboccia nel emisfero meridionale e negli Stati Uniti d’America viene chiamata Naked Lady per l’assenza di foglie al momento della fioritura.

Tecnica colturale dell’Amaryllis

Coltivare l’Amaryllis è piuttosto semplice. Il nostro clima italiano ben si presta a questa piante tipica tipica del sud Africa che si è ben ambientata al nostro clima mediterraneo (quindi in particolare nelle zone del sud Italia ma con accorgimenti anche in alcune zone del centro-nord). L’ importante è che si coltivi in zone dove l’inverno non è troppo freddo, in linea di massima le piante tollerano episodi di lieve gelo, ma sotto – 5°C le foglie subiscono danneggiamenti. Le foglie restano verdi fino ad aprile – maggio e, prima del completamento del ciclo vegetativo, non devono essere tolte e non deve essere tentato il trapianto dei bulbi

L’Amaryllis si può coltivare sia in piena terra, ed è l’opzione preferibile, che in vaso con qualche accorgimento. E’ bene riservare la coltivazione in vaso solo in luoghi dove non si verificano intense gelate invernali ed è bene tenere presente nella scelta della coltivazione che la pianta mal sopporta la costrizione di vasi e recipienti (quindi optate per la coltivazione in vaso solo se davvero necessaria).

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Terreno

L’Amaryllis belladonna non necessita  di un suolo particolare e cresce bene anche in substrati pesanti, l’importante è che siano permeabili. I suoli leggermente acidi o neutri danno i migliori risultati. E’ quindi importante che il tipo di terreno  sia ben drenante onde evitare i ristagni idrici non tollerati da queste piante. IL terreno deve inoltre avere una sufficiente quantità di sabbia e di sostanza organica. Ogni 5-6 anni è possibile trapiantare i bubi, indipendentemente che la coltivazione avvenga in vaso o in piena terra. Il primo anno la fioritura salta in quanto l’Amaryllis ha bisogno di un bel periodo di adattamento.

Annaffiature

Durante la fioritura e la crescita delle foglie è importante essere parsimoniosi con le annaffiature delle amaryllis. Altrettanto importante è la totale siccità estiva. Infatti, oltre l’avanzare della stagione estiva, saranno le prime piogge dopo il grande caldo estivo a svegliare queste piante. In un posto arido parzialmente ombreggiato si ha una fioritura più precoce rispetto a quella di piante che si trovano sempre al pieno sole

Location

l’Amaryllis ha bisogno di stare in pieno sole e, se coltivata all’aperto, è indispensabile tutelarla dalle gelate. Se la coltivazione avviene in vaso durante la bella stagione è meglio spostare la pianta all’aperto.

Concimazione

Nel periodo della fioritura e della crescita delle foglie è opportuno somministrare un fertilizzante liquido complesso per piante fiorite con l’acqua di irrigazione, nella frequenza di una volta ogni trenta giorni dimezzando le dosi rispetto a quelle indicate in confezione. E’ bene che la concimazione avvenga in particolare  quando l’amarillis è provvista di foglie perché in questa fase si  accumulano maggiori nutrienti nei bulbi e per questo la fioritura sarà più abbondante.

Fioritura

Le infiorescenze sono formate da fiori imbutiformi e sorgono su steli verde-porpora che raggiungono l’altezza di  50-60 cm, che   verso la fine di Agosto emergono dal bulbo precedendo l’uscita delle foglie. I fiori somigliano a dei gigli longiflorum, hanno una lunghezza di circa 10 cm ed hanno un’apertura massima di circa 8 cm tra le punte dei tepali. Sono tutti volti verso la direzione dove più batte il sole. Hanno un colore rosa tenue, in genere con la gola più chiara. I fiori profumano, in particolare nei giorni caldi e verso sera. In natura esistono anche delle forme tutte bianche e alcune quelle con diverse tonalità di rosa. Se si lasciano invecchiare i  fiori all’ombra la colorazione diventa più scura, talvolta a macchie, ma se si lasciano in pieno sole spesso durante la maturazione sbiadiscono. Dal centro del fiore spunta il lungo pistillo che ha lo stigma rivolto verso l’alto e che è circondato dalle antere. I fiori restano aperti per tantigiorni. Per prolungare la fioritura è opportuno annaffiare le piante proprio durante questo periodo.

Periodo per il trapianto dei bulbi

Il periodo per il trapianto dei bulbi è tra i mesi di  giugno ed agosto nel momento in cui la pianta è priva di vegetazione. Il trapianto dei bulbi di grandezza media deve avvenire ad una profondità di circa 1,5 o 2 volte la loro altezza, devono essere ben coperti dal terreno. I bulbi più  grandi, che sono dunque pronti per la fioritura, devono piantati meno in profondità, con la punta a livello del suolo.

Ciclo vegetativo

Il ciclo vegetativo dell’ Amaryllis inizia con l’autunno quando le nuove foglie iniziano a fare capolino, subito dopo la fioritura. La crescita delle foglie dura per l’intero inverno e a maggio – giugno appassiscono. Quando sono tutte appassite occorre toglierle. Per quasi tutta l’estate (fino a metà agosto) la pianta rimane solo con il bulbo, questo periodo è quello in cui si  può spostare e trapiantare la pianta. Da metà agosto e per tutto il mese di settembre cominciano a spuntare gli steli fiorali, ognuno dei quali avrà da 8 a 19 fiori che saranno volti tutti dalla stessa parte: quella dove c’è il sole.

Moltiplicazione dell’Amaryllis

La moltiplicazione dell’Amaryllis generalmente avviene tramite i bulbi più piccoli che crescono attorno al bulbo principale. La moltiplicazione per seme in genere non viene eseguita dato che ci vuole un periodo molto lungo (da 5 anni in poi)  per attendere la fioritura del le nuove piante. Inoltre la produzione dei semi per queste piante è limitata. Per questo motivo i bulbi hanno un costo piuttosto alto.

Il recupero dei bulbilli ( bulbi più piccoli) e il loro trapianto va effettuato durante i mesi estivi durante l’assenza di  tutta la parte aerea

Come staccare i bulbi piccoli

Quando vediamo che a fianco del bulbo madre sputano nuove foglie sono presenti i bulbilli che devono essere separati dalla pianta madre in maniera molto delicata, facendo attenzione a non danneggiare le radici. Occorre attendere dai 3 ai 6 anni perché i bulbi piccoli  raggiungano le dimensioni per produrre fiori. Durante questo periodo di tempo necessitano dei trattamenti delle  piante in fioritura.

 Parassiti e malattie Amaryllis

L’Amaryllis  non è una pianta particolarmente soggetta a malattie. Generalmente gli unici problemi sono rappresentati da limacce e dalla mosca del narciso. Ma i danni principali sono il gelo e la negligenza nella cura delle foglie.

Le limacce

Le limacce amano l’umidità quindi preferiscono uscire la notte o dopo le piogge. Le limacce rosicchiamo le foglie provocando gravi danni. Per allontanarle si può procedere manualmente o si possono usare specifiche esche avvelenate.

I bulbi possono essere attaccati dalla mosca del narciso

la mosca del narciso la Lampetia equestris, un dittero della famiglia Syrphidae, durante la primavera, depone le uova alla base delle foglie e dopo uan quindicina di giorni nascono le larve che attaccano il bulbo nutrendosi della sua polpa. Quando le foglie nascono stentate occorre sospettare un attacco della mosca del narciso. In tal caso si possono disinfettare i bulbi immergendoli in acqua calda (45°C) per circa un’ora.

Tossicità Amaryllis: è velenosa?

Come tantissimee altre Amaryllidaceae, anche Amarylis. belladonna è una pianta tossica per l’uomo per la presenza di alcaloidi presenti sia nei bulbi che negli organi verdi. L’ingestione può causare un grave malessere ed i suoi liquidi provocano irritazioni cutanee.

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Curiosità

Il nome Amaryllis è stato utilizzato per la prima volta nel 1738 da Carl von Linné nel libro Hortus Cliffortianus in cui descriveva ben 5 piante tra di loro molto diverse di cui una è riconducibile all’odierno Hippeastrum equestre.

Per lungo tempo nel genere Amaryllis venne dunque classificato anche l’Hippeastrum una specie anch’essa bulbosa che proviene dal sud America, una pianta meno rustica dell’Amaryllis e caratterizzata dalla fioritura, (primaverile e con forzatura invernale) dei fiori contemporanea allo sviluppo delle foglie. Ancora oggi il genere sudamericano Hippeastrum, nonostante nel 1954 i botanici abbiano definitivamente assegnato il nome Amaryllis alle piante sudafricane, viene chiamato impropriamente Amaryllis.

 Le specie

In Sudafrica è possibile trovare alcune forme naturali dell’Amaryllis belladonna, inclusa la rara forma bianca “Alba”. Sul mercato europeo sono occasionalmente disponibili piante che presentano fiori bianchi con la gola gialla molto simili nel a quelli della specie base Amaryllis belladonna. Sono frutto  di complesse ibridazioni che hanno coinvolto un’altra Amaryllidacea, la Brunsvigia, e vengono pertanto denominate xAmarygia. Sono presenti anche numerose Amarygie con fiori di varie tonalità di rosa fino a quasi rosso, mauve, con fiori bicolori rosa e bianco.

La specie e le sue forme

La specie Amaryllis belladona cresce tra le rocce in suoli ben drenati del Sudovest della Provincia del Capo in Sudafrica. Grazie alla semplice propagazione per seme è possibile ammirare gruppi estesi di queste meravigliose piante  in particolare lungo i pendii delle colline e delle montagne, dove è possibile vedere una sensibile variabilità di forme e colore dei fiori.

La pianta è caratterizzata da un  bulbo grande e tondeggiante che cresce ad una velocità moderata e che  in gradi di produrre fiori solo al raggiungimento di un diametro di almeno 8 cm.

Amaryllis paradisicola

Questa specie non è commercializzata in Europa. Troviamo una sua descrizione  di D.A. Snijman nella rivista Bothalia nel 1998 che la definisce species nova. La pianta ha alcune differenze con Amaryllis belladonna, in particolare nella forma delle foglie e dell’infiorescenza. L’infiorescenza è formata da 10 a 21 fiori di colore rosa uniforme disposti in cerchio che hanno una profumazione che ricorda i narcisi. La pianta vive in zone aride di montagna, caratterizzate da un clima più freddo di quello della Provincia del Capo, e fiorisce nel mese di aprile dopo le prime piogge autunnali

Alcuni ibridi derivati e le nuove cultivar

Spesso tra appassionati del settore si fa riferimento quando si parla di Amaryllis a “ibridi” Le origini degli ibridi che derivano da Amaryllis belladonna non sono ben chiari e in proposito esistono diverse teorie

L’ibridazione tra Amaryllis belladonna ed altre Amaryllidaceae ha portato a ibridi già presenti in commercio, come xAmarine   e   xAmarcrinum   xAmarygia e xBoopharyllis

L’aspetto degli ibridi attualmente noti.

La storia degli incroci che hanno coinvolto la specie Amaryllis belladonna è davvero molto complessa ed interessante. Gli ibridi intergenerici vengono indicati come xAmarygia (nome pubblicato nel 1950 da Raffaele Ciferri e Valerio Giacomini in Nomenclator Florae Italicae). Le note dei primi ibridatori riferiscono che gli ibridi derivavano inizialmente da incroci tra specie di AmaryllisBrunsvigia. Attraverso successivi incroci si ottennero “ibridi di xAmarygia“.

Sul mercato internazionale delle bulbose si possono trovare alcune cultivar di ibridi di xAmarygia che sono state battezzate con nomi di fantasia. Accedere a tali bulbi fuori dall’Europa non è un’impresa semplice ed i prezzi sono tutt’oggi molto alti. Alla rapida diffusione delle cultivar contribuisce negativamente il peso dei bulbi pronti per la fioritura nella stagione successiva all’acquisto, un peso alto che fa quindi levitare i costi di trasporto.

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