Hippeastrum: le specie e la classificazione

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Durante gli anni al genere Hippeastrum sono state attribuite oltre 260 specie, ma solo 90 vengono oggi riconosciute dalla classificazione botanica ufficiale  delle piante monocotiledoni. Ogni specie è originaria delle zone tropicali e subtropicali del sud e del centro America e ognuna è ben identificabile da un nome preciso ed inequivocabile. I tantissimi ibridi provengono invece da tutto il mondo ed in particolare dall’Olanda e dal Sudafrica.

Alcune specie, in particolare brasiliane, argentine e peruviane sono ancora usate per creare nuovi ibridi, questo perché è piuttosto semplice incrociare specie tra di loro e specie con ibridi (sia naturali che creati dall’uomo). In Italia sono facilmente reperibili dai commercianti di bulbose le specie  H. papilio e H. vittatum .

Hippeastrum papilio

Hippeastrum Papilio – Foto CC BY SA di Jerry Richardson 

Quest’ultima specie è tra gli ippeastri più noti fin dalle prime importazioni in Europa E’ caratterizzata da petali carnosi e meravigliosamente screziati di rosa-rosso sullo sfondo bianco. H. vittatum  si presta ottimamente per creare nuovi ibridi

Ad esempio Hippeastrum x johnosonii è il frutto dell’incrocio tra  Hippeastrum vittatum e Hippeastrum reginae

La semplicità con cui le specie di Hippeastrum si incrociano in natura ha dato vita ad un altissimo numero di ibridi naturali. Spessissimo vengono alla luce delle piante di cui risulta davvero difficile stabilire la corretta classificazione.

Tra le principali specie citiamo:

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Hippeastrum Puniceum – Foto CC BY SA di Vengolis 

Hippeastrum Punicenum o Hippeastrum Equestre

L’Hippeastrum puniceum che si distingue per il lungo stelo fiorale (arriva  anche a 60 cm) che sfoggia alla sua sommità da due a tre fiori a forma di tromba di un colore rosato-rosso screziati.

Si tratta di una specie molto diffusa e tra le più coltivate

Hippeastrum Vittatum

L’Hippeastrum vittatum è un bellissimo esemplare di questo genere e sfoggia fiori molto grandi e molto larghi  che arrivano fino a 15 cm di colore bianco con striature rosse.

L’Hippeastrum vittatum  cultivars tra cui citiamo: H. vittatum ‘Red Lion’ che ha grandi fiori rossi; H. vittatum ‘White Lady’ caratterizzato da fiori bianchi con sfumature verdi; H. vittatum ‘Picotee’ che ha fiori bianchi sfumati di rosa

Hippeastrum striatum

Hippeastrum striatum

Hippeastrum striatum – foto di Laura Blanchard (CC BY-SA 2.0)

L’Hippeastrum striatum   è nativo del Brasile (regioni del sud e dell’Est). Questa specie produce numerosi bulbilli che le hanno permesso di naturalizzarli in altre aree tropicali come le Hawaii.  Questa specie è simile a  H. petiolatum e H. puniceum.

Non ci sono particolare accortezze per far fiorire questa specie. La fioritura avviene dopo circa 2 anni dalla semina.

I fiori (di solito 2 o 4) di colore rosso chiaro sono un pochino più piccoli rispetto alle altre specie.

Hippeastrum evansiae

Hippeastrum evansiae è  una specie nativa della Bolivia,  diventata oramai rara in natura poiché il suo habitat naturale è stato utilizzato per l’agricoltura. Cresce in foreste calde ed asciutte e preferisce inverni asciutti e caldi.  E’ una delle specie più piccole, ma vale la pena averla in una collezione.  Queste specie hanno bisogno di una dormienza invernale per poter fiorire.

Hippeastrum evansiae

Hippeastrum evansiae – Foto di Scott Zona (CC BY-NC 2.0)

Hippeastrum evansiae

Hippeastrum evansiae 1b – Foto di Scott Zona (CC BY-NC 2.0)

La classificazione degli ippeastri

E’ impossibile determinare l’esatta origine genetica e ricostruire un corretto albero genealogico dei tantissimi ibridi commercializzati. Ci sono stati diversi tentativi di classificazione, la prima è stata proposta dalla American Amaryllis Society, ed è rimasta valida fino dal 1950 al 1990, da allora la registrazione internazionale degli ippeastri è stata trasferita al KAVB dei Paesi Bassi. La prima classificazione prevede la suddivisione in nove Divisioni:

Divisione 1: Tutte le specie, sottospecie e forme naturali in coltivazione.

Divisione 2: Ibridi con lunga tromba (ossia ibridi con il tubo lungo 11-13,5 cm, con pedicelli inclinati verso il basso e fiori a forma di tromba; con un distinto influsso delle specie H. reticulatum, H. immaculatum /oggi H. argentinum/, H. tucumanum /oggi H. argentinum/ e H. viridiflorum).

Divisione 3: Ibridi belladonna (il tubo più corto degli ibridi della Div.2, pedicelli relativamente lunghi, fiori informali talvolta inclinati verso il basso; evidente l’influsso delle specie H. equestre/oggi H. puniceum/ e H. striatum).

Divivisione 4: Ibridi Reginae (il tubo cortissimo, fiori visti lateralmente della lunghezza /profondità/ di 10 cm o più /escluso l’ovario/, moderatamente aperti, inclinati in basso o in alto o tenuti in posizione orizzontale; evidente influsso delle specie H. correiense H. reginae).

Sottodivisione 4 a: I tepali sovrapposti per ca. 75% o più della loro lunghezza, arrotondati, di rado acuminati.

Sottodivisione 4 b: I tepali meno sovrapposti (meno del 75% della loro lunghezza), con punte generalmente poco pronunciate.

Divisione 5: Ibridi Leopoldii (simili alla Div.4, ma con fiori visti lateralmente più corti /profondi/ di 10cm, largamente aperti, spesso piatti e disposti a 90° rispetto allo scapo; con evidente l’influsso delle specie H. leopoldii e H. pardinum).

Sottodivisione 5 a: I tepali sovrapposti su quasi tutta la loro lunghezza, con punte arrotondate.

Sottodivisione 5 b: Simile alla sottodiv. 5 a, ma con i tepali meno sovrapposti e con punte arrotondate oppure acute.

Divisione 6: Ibridi a fiore di orchidea (con i tepali non disposti come nelle divisioni precedenti, ma spesso tortuosi o estremamente retroflessi; influsso delle specie H. calyptratum, H. cybister e H. maracasum.

Divisione 7: Ibridi a fiore doppio o semidoppio.

Divisione 8: Ibridi miniatura (con fiori di varie forme, più minuti /ma non piccolissimi/ di quelli degli ibridi a scapo alto; influsso di H. espiritense, H. reticulatum e H. traubii).

Divisione 9: Tutti gli ibridi non classificabili secondo i criteri delle precedenti divisioni.

Dal 1990 fino al 2007 le cultivar di Hippeastrum sono state poi classificate in maniera arbitraria dai vari centri di ibridazione e commercializzazione. Questa classificazione dava importanza principalmente alla dimensione del fiore. Gli ibridi sudafricani (Hadeco) sono così classificati con una terminologia che si basa su termini derivati dalla musica classica: dai più piccoli ai più grandi vengono utilizzati questi termini “solo”, “sonatini”, “sonata” e “symphony”.

Gli ibridatori giapponesi utilizzano invece i termini “mini” e “supermini” per definire le cultivar molto piccole.

Il KAVB olandese (L’ente incaricato della registrazione internazionale degli ibridi di Hippastrum) a marzo 2007 ha pubblicato la nuova classificazione ufficiale che divide gli ippeastri in nove gruppi contrassegnati da un numero e da un nome. Nel Registro Internazionale delle Cultivar di Hippeastrum viene usata questa classificazione e si spera che questa venga adottata da tutti. Si tratta di una codifica che consente di indicare le diverse varietà e l’aspetto di ogni fiore.

In questa nuova classificazione viene indicato il numero del gruppo di appartenenza  seguito dai codici dei colori. I codici del colori vengono indicati in lingua inglese, c’è il termine “fiore doppio” che indica i fiori con 12 o più segmenti tepaloidi o tepali, e c’è il termine “fiore semplice” che indica quelli con un numero inferiore di segmenti

I Gruppi delle cultivar di ippeastri secondo questa definitiva classificazione internazionale sono Gruppo 1: Galaxy Group, Gruppo 2– Diamond Group, Gruppo 3– Colibri Group, Gruppo 4– Double Galaxy Group, Gruppo 5– Double Diamond Group, Gruppo 6– Double Colibri Group, Gruppo 7– Spider Group, Gruppo 8– Butterfly Group, Gruppo 9– Trumpet Group

 

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