La coltivazione degli ippeastri

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Hippeastrum Minerva

Foto CC BY SA di Senet 

I bulbi delle specie di Hippeastrum e soprattutto degli ibridi sono venduti in primavera e in autunno. Per quel che concerne l’ Europa la provenienza è in particolare dall’Olanda dove tra agosto ed ottobre vengono raccolti. Dunque qui troviamo bulbi che hanno avuto  un ciclo vegetativo avvenuto tra la primavera e l’estate precedenti alla vendita.

La stragrande maggioranza degli ibridi in commercio è a foglia caduca e, per un corretto avvio della crescita dello scapo floreale e delle foglie, necessita di un periodo di temperature basse (tra 5° e 13°C). Quindi i bulbi che provengono dall’Olanda  che sono stati comprati  in primavera sono perfetti per essere piantati in vasi posti all’aperto. Durante la primavera questi bulbi in dormienza hanno avuto una conservazione ottimale ed è sufficiente controllare che le radici non siano troppo seccate.

Se invece i bulbi vengono acquistati   in autunno o in inverno si devono preservare fino alla primavera quando ci sarà la messa a dimora.  Per preservarli vanno posti in un luogo a media umidità alla temperatura di 7 – 12°C  meglio se immersi in torba o trucioli e coperti con la carta. Ogni quindici giorni occorre controllare  i bulbi e verificare che le radici non siano troppo secche, che non si formino muffe e che lo scapo floreale non abbia iniziato la sua crescita.

Se si verifica una delle seguenti situazioni occorre intervenire in questo modo:

Se le radici sono troppo secche: si deve aumentare l’umidità dell’ambiente inumidendo la carta di copertura.

Se si sono formate muffe: si deve applicare un fungicida in polvere ed abbassare l’umidità dell’atmosfera nel locale.

Se è  iniziata la crescita dello scapo: si deve  piantare il bulbo in un vaso e porlo all’interno alla temperatura di ca. 20°C per consentire lo sviluppo dell’infiorescenza. Alcuni bulbi acquistati in autunno, in particolare se contrassegnati come pronti per la fioritura a Natale, possono aver subito  pretrattamenti a temperature sotto i 10°C.

Coltivazione Hippeastrum in vaso

Per quel che riguarda l’Italia è preferibile la coltivazione in vaso rispetto a quella esterna questo anche qualora le piante siano destinate all’esterno. Alcune specie di Hippeastrumsono sono epifite, crescono con il bulbo solo parzialmente immerso sui rami orizzontali di alberi delle foreste pluviali. Generalmente questi bulbi hanno dimensioni maggiori rispetto a quelli che sono caduti e si sono radicati al suolo. La differenza di sviluppo è  probabilmente dovuta alla maggiore illuminazione a cui sono esposte le piante situate più in alto.

Bulbo Hippeastrum

Un esempio di come viene posizionato il bulbo in un vaso – Foto [CC BY-NC-ND 2.0] di timmijo

Anche nella coltivazione in vaso è uso comune sistemare i bulbi con il collo e circa un quarto della loro altezza fuori terra. Ma i bulbi di Hippeastrum possono anche essere interrati completamente. In tal caso hanno meno sofferenza in caso di siccità.

In autunno al termine del ciclo vegetativo le foglie gradualmente ingialliranno e possono essere rimosse con semplicità. Durante l’inverno si dovrà collocare il vaso in un posto buio ed asciutto. In primavera il bulbo sarà pronto al germoglio .

Se si acquistano i bulbi in autunno si può decidere se piantarli subito e se conservarli fino alla primavera. Diversi ibridi possono essere forzati in vasi posti in una posizione luminosa, ma non troppo calda. E’ però consigliabile conservare i bulbi fino alla primavera successiva in torba oppure già piantati definitivamente in vasi. E’ necessario conservarli  in un luogo buio dove non ci sia pericolo di gelo. Qualora qualche bulbo emettesse dei germogli allora si dovrà annaffiare la pianta e farla fiorire alla temperatura di circa 20°C. I bulbi che sono conservati fino alla primavera non avranno sofferto l’artificialità della forzatura e daranno buoni risultati.

E necessario piantare i bulbi in un suolo ricco e ben drenato, meglio un bulbo per ogni vaso o con una bella spaziatura in vasi piuttosto larghi. Durante l’ annaffiatura si deve attenzione a non bagnare direttamente il collo, troppa di umidità, soprattutto nelle fasi iniziali dell’accrescimento dello scapo, può provocare danni alle radici. Si consiglia di rimuovere l’acqua presente nel sottovaso dopo l’annaffiatura.

Si può scegliere se posizionare il vaso in pieno sole o in un posto solo parzialmente soleggiato, l’importante è che non ci sia ombra totale. Nel periodo della fioritura il vaso va collocato dove possa ricevere la luce solare solo durante la mattina, questo per evitare che la fioritura si accorci. Occorre altresì annaffiare la pianta abbondantemente.

Una volta avvenuta la sfioritura è opportuno eliminare solo i fiori appassiti in quanto lo stelo, grazie al processo di fotosintesi, potrà aiutare a ricostituire il bulbo.

 La crescita avviene alla temperatura ambiente superiore ai 16°C a temperature superiori (non devono superare i 30°C) accelera notevolmente. Con la crescita dello scapo spuntano anche le foglie, occorre quindi incrementare la somministrazione di acqua.

Se si vogliono nebulizzare le foglie si deve procedere con   acqua distillata o deionizzata per evitare la formazione di incrostazioni sulla superficie. Ovviamente ciò non è valido per i vasi collocati in giardino.

In Italia si possono  tenere le piante in vaso all’aperto fino all’autunno inoltrato. Quando si trasferiscono i vasi in un luogo dove si non c’è rischio di incorrere in gelate le foglie avvizzite si devono accorciare fino a 10 cm circa.  In inverno tutte le foglie ingialliranno o si seccheranno e le si dovrà accorciare sino a 3 cm. In primavera i loro resti devono essere rimossi.

I bulbi vanno tenuti nel loro terriccio che deve essere quasi  all’asciutto completo, dovranno riposare dalle 6 alle 12 settimane a seconda del clima della zona. La temperatura ideale per i vasi con bulbi a riposo è di 10-13°C (max. 16°C). Al momento del trasferimento dei vasi all’esterno la parte superiore del terriccio dovrà essere sostituita con un substrato fresco ed comincerà il nuovo ciclo vegetativo.

Dopo 6 settimane a temperature di 5-10°C i vasi possono essere collocati in un ambiente riscaldato così si potrà anticipare la fioritura primaverile. Se si vogliono ottenere i risultati ottimali gli ippeastri vanno fatti fiorire in tarda primavera secondo il naturale ciclo vegetativo.

In autunno si possono dissotterrare i bulbi per conservarli,  durante l’inverno, immersi in un substrato inerte come la torba, i trucioli, la sabbia o la vermiculite. I bulbi così conservati dovranno essere controllati nello stesso modo di quelli acquistati in autunno e destinati alla fioritura in primavera.

I bulbi molto grandi possono produrre dei bulbetti laterali che possono essere a loro volta staccati dal bulbo principale  circa 3 settimane prima del reimpianto primaverile. E’ bene cospargere con un fungicida in polvere il punto di distacco prima della messa a dimora.

Coltivazione Hippeastrum in piena terra

In Italia sono poche le zone dove gli ippeastri tradizionali possono rimanere in piena terra durante l’intero anno. Molto adatte al clima italiano sono gli Hippeastrum del tipo “Sonatini” .  Queste piante sono un’importante eccezione a tutte le regole che vi elenchremo. Si tratta di specie che possono restare  interrate per svariati anni in giardino. La coltivazione degli ippeastri in piena terra anche se non semplicissima per il discorso climatico è di notevole impatto visivo e dunque è perfetta per decorare giardini e parchi.

In piena terra i bulbi vanno piantati  in un substrato ricco e permeabile. E’ opportuno prestare una particolare attenzione alle radici che non devono in alcun modo essere danneggiate. Prima della messa a dimora è consigliabile immergere le radici in acqua tiepida per alcune ore. Il bulbo deve essere coperto dal terriccio tanto da fare restare il colletto sopra il livello della terra. Se si piantano più bulbi e se si intende lasciarli per diversi anni nello stesso posto, è opportuno distanziarli per lasciare spazio agli ingrandimenti dei bulbi stessi.

E’ fondamentale conoscere condizioni climatiche della zona di coltivazione. Dato che la temperatura invernale non deve scendere sotto i 5 – 7 gradi, è bene evitare luoghi dove si verificano gelate. Per la protezione del colletto  è consigliabile un abbondante pacciamatura. E’ inoltre fondamentale  evitare ristagni di acqua. Troppa umidità può infatti causare gravi danni alle radici.

La crescita avviene ad una temperatura ambiente superiore ai 16°C e con temperature superiori accelera notevolmente. se le precipitazioni non sono sufficienti a mantenere il terriccio leggermente umido con la crescita del lo scapo si devono incrementare le annaffiature. Quando la pianta raggiunge i 15 cm si può procedere con la concimazione con un fertilizzante per piante fiorite.

E’ fondamentale che le piante siano collocate in un posto dove possano ricevere almeno alcune ore di sole, meglio se la mattina. Quando c’è la fioritura è opportuno assicurare l’ombreggiamento almeno durante le ore più calde. I fiori appassiti vanno rimossi tagliandoli sotto l’ovario.

Dopo la fioritura lo stelo può rimanere sulla pianta finché non inizia la sua senescenza, se si sceglie di rimuoverlo occorre fare attenzione a non danneggiare le foglie che servono per il nutrire il bulbo, nel quale inizia la formazione della base dello stelo e l’infiorescenza dell’anno successivo.

In autunno inoltrato ha luogo la senescenza delle foglie che vanno accorciate a circa 10 cm. In inverno le foglie ingialliscono o seccano e  vanno accorciate a 3 cm. In primavera i loro resti saranno eventualmente facilmente rimossi. Il riposo dei bulbi può durare da 12 a 16 settimane secondo del clima. Quando c’è la ripresa vegetativa si deve togliere la pacciamatura e si deve sostituire la parte superiore del terriccio con un substrato fresco e ricco di nutrienti.

Da questi accorgimenti sono esenti le cultivar del tipo “Sonatini”.

In autunno si devono dissotterrare i bulbi degli ippeastri tradizionali per poterli  conservare durante l’inverno immersi in un substrato inerte come la torba, i trucioli, la sabbia o la vermiculite. Durante la conservazione dei bulbi è indispensabile il controllo periodico degli stessi per verificare che le radici non siano troppo secche e che non si formino muffe.

e per concludere ecco anche un video

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